io vi ho visti, anche se siete voi ad essere venuti da me,
mi avete illuminata, con i vostri occhi dispersi,
il vuoto nello sguardo che annegava l vostro amore;
il sorriso vacuo che si perde all'infinito
in un perverso gioco di specchi rotti;
tra i pensieri ambivalenti...
un giorno iete bianchi, un giorno siete neri,
non vi importa degli altri, ma vi importa troppo.
la paura di un abbraccio, così il coltello nella mano.
bugie e voci chiare e scure:
"non andare" "vado via io".
Cercate casa, dentro di voi non c'è dimora
La solitudine vi graffia, circondati da fantasmi.
Tenere le persone a distanza, questa è la regola
così che non possano farvi sanguinare... ancora.
Le vostre ferite non sono cicatrici ma buchi.
vi prego basta.
basta dire a voi stesi che va tutto bene.
basta nascondervi dietro la vostra marionetta,
fatti di cristallo chiusi in un castello di sabbia,
con e mura di cemento.
La voglia di buttarvi nel mare, che non riuscite a vedere,
la voglia di scappare, tornare alla casa che non c'è.
la vostra casa è la vostra trappola.
dentro di voi c'è la luce, così intensa da abbagliarvi
la paura di rimanere ciechi, il pensiero di non poterla vedere.
camminate nell'oscurità, con una lampadina rotta
che fa luce stroboscopica a intermmittenza.
va e non va.
c'è e non c'è.
esiste ma non sa chi è.
passo dopo passo, sempre più frastagliati
sempre più distanti e scostanti
scappate dai legami ma non da quelle mura
che pensate vi tengano al sicuro.
la sicurezza che v impriogionerà sempre in un apatica tristezza.
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